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Villalago
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mwhaVillalago (mwhqLa Vìlla in mwhgabruzzesecite-ref-4[4]) è un mwiwcomune italiano di mwja489 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwkqprovincia dell'Aquila in mwkgAbruzzo. Il paese è posto in posizione dominante rispetto alle mwkwgole del Sagittario sotto il mwlamonte Genzana.
Contents
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Cinema
• Note
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Storia
In località San Pietro, presso il sito dove sorgeva l'omonimo monastero benedettino (XI-XVI secolo) fu ritrovata un'epigrafe romana, databile al II secolo. In località Villa Vecchia, collina a circa mezzo chilometro a est dell'abitato, mwmaAntonio De Nino segnalò nel 1890 generici avanzi di un "recinto di età primitiva", in un'area da sempre costellata di ritrovamenti mwmqfittili, monete e altri manufatti, sparsi tra i terrazzamenti moderni realizzati per uso agricolo e l'ammasso caotico delle rocce staccatesi dalla frana del mwmgmonte Genzana, all'origine del mwmwlago di Scanno.
Secondo alcuni studiosi questi avanzi di "recinto", non più identificabili, sarebbero stati traccia di mura appartenenti a un antico insediamento fortificato di origine mwnqpeligna, vista la particolare posizione elevata rispetto all'area circostante.cite-ref-5[5] Lo stesso Antonio De Nino segnalò nell'anno 1900 il ritrovamento fra le contrade Casale e Porcile di resti di un pavimento con residui di muri e statuaria bronzea. Il materiale raccolto comprendeva 26 statuette di mwogErcole, clavate e con "leonté" (pelle di leone); due delle più grandi erano meglio lavorate e avevano sul capo, posta come una cuffia, la testa della "leonté". Di una statua riaffiorarono anche un piccolo piede maschile, di buona fattura, e il frammento di un altro suo piede. Una clava, classico simbolo di Ercole, avrebbe suggerito l'esistenza di una seconda statua.
Gli altri reperti bronzei recuperati furono un idolo muliebre privo di avambraccio destro e col braccio sinistro coperto da un manto, due dischetti di bronzo probabili parti di ornamentazione e, infine, un piccolo bue (altro richiamo al culto di Ercole) di discrete fattezze, appena danneggiato solo sul piede posteriore sinistro. Nel complesso, il materiale raccolto faceva intendere di trovarsi in presenza di un piccolo luogo di culto dedicato a Ercole, assai diffuso nella Valle del Sagittario e nella conca di Sulmona. Non si hanno notizie certe e documentate dalla mwpacaduta dell'Impero romano d'Occidente al periodo delle mwpqinvasioni barbariche. Durante il mwpgperiodo longobardo Villalago fu annessa al mwpwDucato di Spoleto. In questo periodo il contado peligno divenne regione valvense.cite-ref-6[6]
Intorno all'VIII secolo incomincia ad essere menzionata la valle del Flaturno, che viene citata nel mwrqChronicon Volturnense tra i beni che il duca di mwrgSpoleto mwrwIldebrando offre all'mwsaabbazia di San Vincenzo al Volturno: dal documento del mwsqChronicon si evince che in questa valle esisteva una mwsgcurtis riferibile ad un monastero di mwswPescina. Nell'874 venne fatto un censimento della popolazione di Flaturno da cui si rilevò che vi abitavano circa 500 persone suddivise in nove mwtamwtqvillæ. Successivamente una località di Flaturno è citata in un documento del 996 riferibile ad una cessione di terreni.
Attualmente si possono collocare cinque delle nove ville citate nell'874: mwtwSelectu (sita in località valle di Santa Maria presso mwuaCastrovalva), mwuqCampilu (a nord-nord-est di mwugCocullo nella valle alluvionale del rio Pezzana in località Santa Maria di Campo), mwuwCesa (identificabile con Le Cesa presso Castrovalva [prima ipotesi], oppure Cesa, Le Cese o Valle di Cesa presso la riva sinistra del mwvaSagittario [seconda ipotesi], oppure Cesa dei Fiori o Cesa Tiberio sempre presso la riva sinistra del Sagittario [terza ipotesi]), mwvqBuxi (Passo di Bussi presso la riva destra del Sagittario), mwvgConnei (toponimo presente nella zona Fonticino presso Castrovalva); quattro ville sono ancora da identificare: mwvwMiscella, mwwaMacranu, mwwqFefile e mwwgMebio. Tuttavia queste località (perlomeno quelle finora identificate) si trovano fuori dal territorio comunale di Villalago, tra mwwwAnversa degli Abruzzi, la frazione Casali di Cocullo e Castrovalva, ma mwxaAlfonso Colarossi-Mancini ipotizza che Flaturno sia identificabile nella stessa Villalagocite-ref-gatta-grossi-pp-54-64-7-0[7].
Tra la fine del X secolo e il primo ventennio del secolo seguente mwygsan Domenico abate abitò nei pressi di Villalago, in località Plataneto o Prato Cardoso, dove eresse un altare in onore della mwywTrinità. Successivamente, su richiesta dei conti di Valva, costruì il monastero di San Pietro in lago (o di san Pietro mwzade Lacu), richiesta di cui si ignora la data esatta perché l'atto di donazione è andato smarrito o distrutto, tuttavia si può affermare che questo sia avvenuto tra il 1001 e il 1026. Nel 1065 il monastero è rappresentato sulla porta bronzea dell'mwzqabbazia di Montecassino, voluta dall'abate Desiderio, tra i principali possedimenti dell'Italia centralecite-ref-8[8]. Il primo documento del monastero è datato 1067, ove si cita anche il monastero degli eremiti a Prato Cardoso: i conti di mwagValva Todino e Oderisio, fratelli e figli di Randisio, e il loro cugino Bernardo, figlio di Berardo, donano il monastero di San Pietro Apostolo nella Valle del Lago e l'omonimo eremo nella valle detta Prato Cardoso all'abate Desiderio di Montecassinocite-ref-9[9]. Nel 1097 il mwbwpapa Urbano II ne conferma il possesso all'abbazia di Montecassino per mezzo di una mwcabolla indirizzata all'allora abate cassinense Oderisio, da lui fatto anche in cardinalecite-ref-10[10].
In loco esiste l'mwdgeremo di San Domenico, mentre in località San Pietro sono in atto degli scavi archeologici per ritrovare le antiche vestigia del monastero di San Pietro del Lago o de Lacucite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-0[11]. Negli anni attorno al 1000 il paese risulta citato come mwewVilla de Lacu quando venne fondato da coloni provenienti da varie aree, in quanto attirati religiosamente dal monastero di San Pietro in Lago, i cui resti sono visibili a circa a un chilometro a nord di Villalago. La motivazione di chiamare il luogo mwfaVilla de Lacu o mwfqVillam de Lacu invece che mwfgCastrum de Lacu sarebbe da ricercare nel fatto che il paese fosse un luogo non cinto da mura e aperto con unica struttura non solo difensiva nella mwfwrocca ma anche politico-economica.cite-ref-12[12]
Dopo la morte di San Domenico, il monastero di San Pietro entrò in pieno possesso dei conti di Valva. Il monastero fu abitato dai monaci fino al 1474, quando fu abbandonato.cite-ref-13[13] La cella di Santa Maria de lacu si staccò dal monastero di San Pietro. Celidonio ed H. Bloch affermano che questa cella non si tratti altro che della chiesa parrocchiale di Villalago; tuttavia vi è una cella di Santa Maria in fiume mwjqFlaternus ove san Domenico soggiornò per due anni e mezzo nel periodo in cui venne costruito il mwjgmonastero di San Bartolomeno a Trisulti. A confondere le acque c'è una terza chiesa: Santa Maria in Flaturno, da identificare con la chiesa di Santa Maria ad Nives a Castrovalva; comunque la chiesa di Santa Maria in mwjwFlaternus fu l'embrione da cui nacque e si sviluppò la cella di Santa Maria de Villa de Lacu. La chiesa risale al 1323, mentre la rocca mwkaSancti Petri de Lacu risale ad un'epoca precedente al 1092-1093.cite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-1[11]
Presso il mwpgmwpwpagus di Flaturno vi era anche la chiesa di San Vincenzo in Flaturno che viene citata in una bolla di mwqapapa Clemente III del 1188 e in successive bolle papali datate dal 1112 in poicite-ref-gatta-grossi-pp-54-64-7-1[7]. Un documento del 1067 cita una donazione al monastero di San Pietro in Lacucite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-2[11]. Tra il 1092 e il 1093 la rocca di mwsqSancti Petri de Lacu con le sue pertinenze fu invasa da Oderisio II di Sangro; in seguito, tra il 1241 e il 1245 mwswVilla de Lagu era vincolato dal fatto che doveva manomettere o riparare il mwtamwtqCastro de Valva. Due anni più tardi mwtgpapa Innocenzo IV restituì a Berardo e Teodino di Sangro mwuqVillam de Lacu dopo che mwugFederico II di Svevia espropriò questa terra al loro genitore Rinaldocite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-3[11].
Nel 1277 viene eseguita un'mwwqinquisizione in seguito ad operazioni illecite di vari funzionari pubblici in vari luoghi tra cui mwwgVilla Lacuscite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-4[11]. Nel 1289 venne eseguito un reclutamento in vari luoghi, tra cui mwxwVilla de Lacu, dal mwyagiustiziere d'Abruzzo per le milizie dei baronicite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-5[11]. Nel 1304 Margherita di Sangro mise a ferro e fuoco mwzgVilla de Lacu e il limitrofo monastero di san Pietro e al monastero di Santa Maria de mwzwVilla de Lacu, arrestando, tra l'altro, Riccardo d'Anversacite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-6[11].
Nel 1308-1309 gli ecclesiastici di mw1qVilla de Lacu pagano le mw1gdecime, mentre nel 1323 la chiesa di mw1wSancta Mariæ de Villa de Lacu dipese dal monastero di san Pietro de Lacu. Nello stesso anno mw2aVilla de Lacu appartenne alla mw2qdiocesi di Sulmona.cite-ref-gatta-grossi-pp-90-95-11-7[11] Dopo il dominio dei conti di Valva i successivi feudatari di Villalago furono dapprima i mw3gBorrello e poi i mw3wDi Sangro.
Nel 1568 Villalago si dichiarò mw4qUniversità e comune autonomo, staccandosi da Anversa per via del fatto che i mw4gBelprato usurparono il monastero di Montecassino, facendo rimpiangere agli abitanti del paesello i monaci del monastero di San Pietro in lacucite-ref-sandomenicoabatevillalago-it-14-0[14], cui dipesero fino al 1474cite-ref-15[15]. I Belprato pretesero il pagamento di 600 mw6wducati: Villalago così non fu soggetta al feudalesimo, anche se l'università continuò ad esistere fino al 1806, quando furono promulgate le leggi che abolirono il feudalesimocite-ref-sandomenicoabatevillalago-it-14-1[14]. In seguito si affrancò anche da mw8aRaiano.
Con il crollo del mw8gRegno delle Due Sicilie fu assorbita dal mw8wRegno d'Italia e in seguito alla decadenza della pastorizia il paese fu interessato dall'mw9aemigrazione, poi si è cercato di tamponare questo fenomeno con l'artigianato, il turismo e l'ambiente. Tra le altre famiglie feudali vi furono i Manso (nel 1621), con il letterato mw9qGiovanni Battista Manso, amico e biografo di mw9gTorquato Tasso. Tra l'Ottocento e il Novecento risentì dell'influenza della famiglia borghese dei Lupi, come ricorda il nome della piazza principale del paese, intitolata all'avvocato Celestino Lupi, morto durante la prima guerra mondiale. Dopo l'mw9weversione dei feudi seguì le sorti delle vicine mw-aAnversa degli Abruzzi e mw-qScanno.
Simboli
Il comune ha un proprio stemma ed un proprio gonfalone che sono quelli storicamente in uso costituiti da «una mw-atorre di due palchi ognuno dei quali merlato, l'inferiore con otto merli e il superiore con sei; una corona da comune d'argento; una fronda di quercia verde con ghiande d'oro legata con nastro tricolore ad una fronda di alloro verde con bacche d'oro; un drappo rosso ornato di ricami d'argento».cite-ref-16[16]
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
• mwaqoEremo di San Domenico: fu costruito presso il lago di San Domenico nell'XI secolo, come cappella votiva presso una grotta naturale ritenuta sacra. La chiesetta ha un aspetto settecentesco, a capanna dove si accede da un portale a grottesche del XVIII secolo, con riquadri del miracolo del santo contro il lupo, opera di Alfredo Gentile. L'interno è altalenante tra il barocco e il neogotico, con una statua lignea di San Domenico, e alla base dell'altare il paliotto di stucco del 1761. Da un accesso dietro l'altare si entra nella grotta dove dimorò il santo.
• mwariChiesa parrocchiale della Madonna di Loreto: risalente al XIV secolo, e successivamente modificata negli interni nel XVII secolo. La facciata è in tardo romanico, con il portale a tutto sesto decorato da strombature e un affresco sulla lunetta. Nella navata interna si ergono statue di San Michele Arcangelo e la Madonna del Rosario. L'altare minore è decorato a san Domenico, dove si conserva un pezzo del suo giaciglio in legno.
• mwarqChiesa della Madonna Addolorata: un tempo cappella privata del Palazzo Lupi, fu consacrata nel 1652 circa. L'interno è a pianta quadrata in stucco marmorizzato barocco.
• mwarwChiesa di San Michele Arcangelo: importante chiesa storica. Costruita nell'XI secolo dai mwar0Longobardi in stile romanico; sopra il portale rettangolare c'è una lunetta col Cristo Pantocratore che legge il "Libro della Vita".
• Chiesa della Madonna delle Grazie, in stile campestre classico, a navata unica, comunemente chiamata "Santa Maria", sita a circa 100 m da piazza Celestino Lupi, è di origini antichissime, databile probabilmente all'anno 1000, in quanto la grancia Santa Maria della Villa, del monastero di San Pietro de Lacu, istituita da San Domenico Abate, prendeva il nome da questa piccola chiesetta. La struttura attuale potrebbe essere databile al 1575, data incisa sul portale. Ripulita ed arricchita nel 1999 conserva l'immagine della Madonna delle Grazie che viene portata in processione.
Architetture civili
• mwasivecchio municipio: fu costruito nel XIX secolo sopra la chiesa di San Giovanni, come si vede dalla torre principale, ricavata dal campanile. L'interno è alternato tra stile barocco e novecentesco. Nel 2003, sorto il nuovo palazzo del comune, nel vecchio venne inaugurato il museo delle arti e tradizioni popolari. La struttura è a pianta rettangolare con la svettante torre dell'orologio.
• Mulino ad acqua con annessa gualchiera: casetta contadina con bassorilievi di muli con carichi sulla schiena, situata in località Fontevecchia. Dentro si trova una storica gualchiera, usata per la manifattura laniera.
Rocca medievale
La mwasyrocca con l'annesso belvedere sulle mwascGole del Sagittario. Si trova nella parte alta del centro, costruita intorno all'XI secolo, anche se si ipotizza che esistesse già prima. Il torrione principale è a pianta cilindrica, incastonato dentro un palazzo gentilizio che in passato era il castello. Vi si trova anche un oratorio dedicato alla Vergine Addolorata.
Una seconda torre è quella della Libertà, sempre di matrice medievale, inglobata in case civili. Ha pianta circolare con base a scarpa.
Musei e riserve naturali
• Museo delle arti e tradizioni popolari: si trova nel vecchio municipio, caratterizzato dall'esposizione di materiali originali per la lavorazione della terra.
• mwateLago di Scanno: lago naturale a mwati922 m s.l.m. tra i mwatmmonti Marsicani. Ha la forma di cuore. Tra le specie naturali vi sono il mwatqPhragmiteum communis, la cannuccia di palude, salici e pioppi. Presso il lago inoltre si trova un piccolo romitorio in stile mwatuneogotico, la mwatyChiesa della Madonna del Lago.
• mwatsLago di San Domenico: lago artificiale del 1929, con fiume affluente il Sagittario. Caratteristica la flora del mwatwparco nazionale d'Abruzzo, le mwat0volpi, gli mwat4scoiattoli e gli mwat8orsi marsicani. Prende il nome dell'mwauaeremo di San Domenico, che troneggia in uno sperone roccioso presso il lago.
• mwauiGole del Sagittario: fa parte della mwaumriserva omonima che parte dal lago di San Domenico e prosegue verso mwauqAnversa degli Abruzzi. La morfologia è data dall'mwauuerosione delle acque del Sagittario. Tra la mwauyfauna vi sono il mwaucpicchio muraiolo, il mwaugfalco pellegrino, le mwaukrondini montane e il mwauomerlo acquaiolo.
Società
Evoluzione demografica
Tradizioni e folclore
Cultura
Cinema
Villalago è citata nel film mwavgmwavkIl federale di mwavoLuciano Salce (1961): è il luogo nel quale si rifugia il professore antifascista Bonafé che Primo Arcovazzi, interpretato da mwavsUgo Tognazzi, deve arrestare per guadagnare meriti per la sua nomina a federale.
Amministrazione
| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 5 luglio 1988 | 22 giugno 1993 | Franco Mancini | Democrazia Cristiana | Sindaco | [ 18 ] |
| 22 giugno 1993 | 14 maggio 2001 | Gianpaolo Ciancarelli | Partito Socialista Italiano (1993-1997) Centro (1997-2001) | Sindaco | [ 19 ] [ 20 ] |
| 14 maggio 2001 | 16 maggio 2011 | Cesidio Vittorio Grossi | Centro | Sindaco | [ 21 ] [ 22 ] |
| 16 maggio 2011 | 19 febbraio 2021 | Fernando Gatta | Lista civica Noi stiamo con Villalago | Sindaco | [ 23 ] [ 24 ] |
| 19 febbraio 2021 | 4 ottobre 2021 | Emanuele D'Amico | – | Commissario prefettizio | [ 25 ] |
Note
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwayymwaycmwaygBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaykdemo.istat.it, mwayoISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mway4mway8mwazaClassificazione sismica (mwazemwaziXLS), su mwazmrischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwazcmwazgmwazkTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwazomwazsPDF), in mwazwciterefmwaz0Leggemwaz4 mwaz826 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaaaAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaae 151. mwaaiURL consultato il 25 aprile 2012 mwaam(archiviato dall'mwaaqurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-249. mwak4Archivio storico delle Elezioni del mwak8Ministero dell'interno, mwalamwaleRisultati delle elezioni amministrative del 5 giugno 2016, su mwalielezionistorico.interno.gov.it.
cite-note-2510. mwalymwalcmwalgA Villalago arriva il commissario prefettizio, su mwalkrete8.it, 19 febbraio 2021. mwaloURL consultato il 19 febbraio 2021.
Bibliografia
• citerefaa-vv-1990AA.VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, ISBN 88-02-04384-1.
• citerefantinori-1971Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, vol. 6, Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1971, ISBN non esistente.
• citerefgatta-e-grossi-2007Maria Rosaria Gatta e Enrico Domenico Grossi, Villalago dall'XI al XIV secolo: la mane de l'ova!, Villalago, Associazione Villalago in Flaturno, 2007, ISBN non esistente.
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Collegamenti esterni
• Sito ufficiale, su comune.villalago.aq.it.
• citerefsapere-itVillalago, su sapere.it, De Agostini.